Addominoplastica – lifting dell’addome
Sono stati ben 130.000 negli Usa gli interventi di addominoplastica praticati nel 2005, stando ai dati autorevoli dell’Asps (American Society of Plastic Surgeons).
L’addominoplastica è il principale e il più efficace intervento che rassoda, tende i muscoli ed elimina l’eccesso cutaneo dall’addome, rimodellando la zona.
Addominoplastica – la procedura
L’anestesia maggiormente impiegata un tempo per l’addominoplastica era di tipo generale, mentre oggi viene praticata con successo un tipo di anestesia locale (peridurale) con sedazione profonda, che riduce gli effetti collaterali legati al risveglio e favorisce un’ospedalizzazione notevolmente ridotta, se non assente. I tempi operatori possono variare da un’ora e mezza alle quattro, secondo l’entità del problema.
L’addominoplastica inizia con una lunga incisione che attraversa l’addome all’incirca da fianco a fianco. La forma dell’incisione è una sorta di ampia U, la cui parte inferiore lambisce la zona sopra l’osso pubico. La seconda incisione è praticata partendo dagli stessi estremi della prima, ma viene condotta al di sopra dell’ombelico. Tutta la cute compresa tra le due incisioni viene rimossa.
La pelle viene quindi scollata dai tessuti sottostanti e dalla parete dei muscoli addominali retti. In questo momento è possibile per il chirurgo riposizionare le fasce muscolari che con il tempo possono essere cedute e spostate rispetto alla sede corretta (diastasi dei retti addominali). Lo scopo di questo tipo di pratica è tonificare l’area addominale e assottigliare il punto vita.
La cute circostante viene quindi tesa e suturata, facendo attenzione ad allestire l’ombelico in posizione adeguata e più proporzionata.
Dopo l’addominoplastica
L’addominoplastica appartiene alla classe dei maggiori interventi di chirurgia estetica, che comporta un considerevole impegno chirurgico e coinvolge una larga parte di tessuto. I tempi per il rientro alle normali occupazioni sono lunghi, da una a tre settimane.
I primi giorni la zona è gonfia e dolente, ma il chirurgo prescrive di norma gli antidolorifici più adeguati.
La palestra e i forti sforzi addominali possono essere ripresi solo dopo il parere del chirurgo, onde evitare di interferire con il processo di guarigione.
Le cicatrici dell’addominoplastica potranno sembrare peggiorate nel corso dei sei mesi seguenti, e necessitano di un tempo piuttosto lungo per sbiadire e normalizzarsi. Il segno lasciato dalle incisioni addominali è una sorta di larga U tra le spine iliache, ma se l’intervento è stato svolto correttamente, può essere facilmente nascosto dalla biancheria.
Le alternative all’addominoplastica
Il proposito dell’addominoplastica è la tonificazione dell’addome e l’assottigliamento del punto vita e dei fianchi per donare una nuova forma più slanciata alla zona mediana del corpo. Se il problema dell’addome è dovuto più ad un eccesso di grasso e la pelle si presenta comunque tonica, è possibile che il chirurgo plastico estetico consigli una liposuzione localizzata, ma questa non determina lo stesso grado di tensione che produce l’addominoplastica, visto che non asporta porzioni cutanee.
Per casi gravi di deformazione addominale dovuta ad obesità, la chirurgia estetica costituisce in genere solo una tappa di un percorso chirurgico e terapeutico più ampio.
Nel caso invece di lassità addominale moderata e poco evidente, la tecnica chirurgica sostanzialmente è ridotta nell’entità delle incisioni. Sono inoltre efficaci alcuni tipi di approcci micro chirurgici anche combinati con altre metodiche, come la radiofrequenza bipolare, per rassodare la cute.
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