
CELLULITE
CHE COS’È LA CELLULITE
Spesso chiamata in causa come mero problema estetico, la cellulite è in realtà un’alterazione dell’ipoderma con ipertrofia delle componenti connettive e adipose. Tale stato è definito clinicamente PEFS, acronimo di pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica.
In questa condizione, esiste una modificazione nell’equilibrio dei sistemi venoso e linfatico, che provocano perciò un rallentamento del flusso ematico e una stasi di liquidi negli spazi intercellulari (la cosiddetta ritenzione idrica).
L’ipoderma è la sezione del tessuto deputata al bilancio calorico, cioè scioglie i grassi (azione lipolitica) quando il fabbisogno lo richiede e li deposita (azione di liposintesi) quando il bilancio calorico è positivo, cioè ce ne sono in eccesso. In altre parole, nell’ipoderma è contenuta la riserva calorica per l’organismo, chiamata pannicolo adiposo.
Questo, nelle donne si distribuisce prevalentemente nella regione inferiore del corpo,sensibile all’azione degli ormoni femminili, estrogeni e progesterone (conformazione fisica di tipo ginoide).
Di contro, gli uomini (e le donne di conformazione androide) presentano un accumulo adiposo soprattutto nella regione centrale del corpo, quindi sull’addome, sui fianchi e sul petto.
Il pannicolo adiposo, per svolgere correttamente la funzione di soddisfazione del fabbisogno calorico del corpo, deve essere sufficientemente irradiato di vasi capillari con ottimo flusso microcircolatorio. Quindi tutto ciò che interferisce con la funzionalità ottimale del microcircolo della massa adiposa provoca a lungo andare una compressione dei vasi che produce di conseguenza una serie di problemi nell’ipoderma e nel derma.
Ecco quindi l’insorgenza della cellulite, che è costituita da una alterazione delle funzioni metaboliche del tessuto adiposo.
GLI STADI DELLA CELLULITE
Sono tre gli stadi di consolidamento della cellulite, detta quindi edematosa, fibrosa e sclerotica.
- EDEMATOSA. La fase iniziale della cellulite è determinata da una stasi dei liquidi nel tessuto adiposo, soprattutto nei distretti corporei come: caviglie, polpacci, cosce e braccia.
- FIBROSA. Il tessuto connettivo presente nell’ipoderma aumenta di volume, provocando un indurimento al tatto della parte e l’aspetto tipicamente a buccia d’arancia della cute. I noduli sono molto visibili stringendo tra le dita una plica cutanea.
- SCLEROTICA. Il tessuto interessato è duro, freddo e dolente. La superficie cutanea è irregolare a causa della sclerosi delle fibre che formano noduli rilevati e affossati.
COMPATTA, FLACCIDA, EDEMATOSA. I TIPI DI CELLULITE
Tre sono anche i tipi cellulite, differenziati a seconda di come si presentano e del soggetto.
Infatti, anche se i soggetti più colpiti da questa patologia sono persone sovrappeso, purtroppo non ne sono esenti i magri.
Su questa tipologia di persone, la cellulite è generalmente di tipo compatto e dolorosa alla palpazione. In genere la pelle in tali casi è sottile, ruvida e secca, facilmente colpita dalle smagliature. La cellulite compatta, se pizzicata, non si separa dal tessuto sottostante, ma con il tempo può diventare di tipo flaccido.
Il secondo tipo (molle o flaccido) è tipico di persone con un tessuto cutaneo privo di tono, generalmente di mezza età, o che subiscono variazioni di peso brusche e frequenti. La cellulite molle è caratterizzata da un aspetto gonfio e flaccido della parte colpita, e si nota una certa fluttuazione” del gonfiore anche camminando.
Infine la cellulite può essere di tipo edematoso, correlata quasi sempre a problemi di tipo vascolare e circolatorio, quindi è conseguenza di un ristagno di liquidi, generalmente nelle gambe. È in genere dolente al tatto e a volte anche in situazioni dinamiche.
LE ZONE PIÙ COLPITE DALLA CELLULITE
Premesso che sono le donne i bersagli maggiormente colpiti da questo stato, anche l’età e la conformazione soggettiva incidono sulla qualità, quantità e localizzazione della cellulite.
In alcuni soggetti, la cellulite è presente solo in determinate zone, mentre per altri, si trova diffusamente. Solamente mani, piedi e viso sono completamente esenti da questo problema, mentre gli altri distretti corporei possono esserne colpiti in maniera differente.
GAMBE: la cellulite si forma facilmente negli arti inferiori. In particolar modo sulle cosce, con aspetto diverso per l’esterno, l’interno e la parte posteriore. Le prime cause di aggravamento del problema in questa parte sono date dall’abbigliamento attillato, come i jeans (o altri pantaloni che costringono la gamba e segnano l’inguine), e dalla postura scorretta, cioè lo stare seduti a lungo e con le gambe accavallate.
La cellulite può essere presente anche sul polpaccio, nella parte posteriore, all’interno del ginocchio e sulle caviglie.
BRACCIA: La cellulite, nella parte interna delle braccia, è flaccida mentre nella parte esterna appare più compatta, con un aspetto generale edematoso.
Anche le spalle possono essere interessate dal problema, soprattutto in età avanzata. La cellulite si presenta molle e concentrata all’altezza del collo, sino a giungere alle ascelle, dove spesso diventa un tutt’uno con la cellulite delle braccia.
FIANCHI-GLUTEI
Qui la presenza di cellulite è legata maggiormente ad un eccesso adiposo e si presenta sia di tipo molle che compatto. Le natiche diventano spesso flaccide con ipotonia muscolare e rilassatezza diffusa.
PERCHÉ SI FORMA LA CELLULITE
Le cause della cellulite vanno sempre ricercate in un’alterazione del microcircolo.
Vengono comunque distinti due generi di fattori per cui si forma la cellulite: primari, se sono congeniti e perciò non modificabili, secondari se provocati da altro, ma non presenti alla nascita.
Premesso ciò, esistono comunque alcuni fattori che possono aggravare la situazione, che sono strettamente legati allo stile di vita personale, come l’alimentazione o la quantità di moto.
CAUSE: FATTORI PRIMARI
Alcuni fattori congeniti sono motivo che predispone il soggetto alla formazione della cellulite, in particolare le donne e soprattutto quelle di razza caucasica.
Il genere femminile l’azione degli estrogeni è il responsabile della conformazione fisica “a pera”, o ginoide, quindi l’accumulo di adipe viene concentrato sui fianchi e nel distretto inferiore del corpo, con conseguente ritenzione idrica e problemi di microcircolazione del sangue. Con lo sconvolgimento ormonale tipico dell’adolescenza, il problema cellulite diventa quindi manifesto.
Altra causa primaria per la formazione della cellulite è la familiarità con questo problema, cioè l’ereditarietà.
CAUSE: FATTORI SECONDARI
Per la donna, due cause principali, ma non congenite, (quindi fattori cosiddetti secondari) della formazione della cellulite sono il ciclo mestruale e la gravidanza. Prima del ciclo infatti si accentua l’aspetto irregolare della pelle a causa del maggiore ristagno di liquidi. In gravidanza, invece, aumenta il livello di estrogeni che provoca ritenzione idrica, affaticamento della circolazione sanguigna e aumento dell’appetito.
Sempre per cause ormonali è anche il miglioramento della situazione della cellulite nel periodo della menopausa.
CAUSE: FATTORI CHE AGGRAVANO
Oltre alle cause primarie e secondarie che scatenano la cellulite, ci sono alcuni fattori che possono aggravare una situazione preesistente, e sono di tipo comportamentale. Conoscendo quali possono essere, è semplice intuire quale sia lo stile di vita corretto da adottare non tanto per curare la cellulite, quanto piuttosto per prevenirne il peggioramento.
I fattori che contribuiscono all’aggravarsi della cellulite sono:
- Assumere spesso cibi grassi, calorici e molto sapidi favorisce la ritenzione idrica, oltre che l’accumulo di adiposità localizzata.
- Il sovrappeso è causa e fattore aggravante della buccia d’arancia.
- Dimagrimento troppo rapido e non equilibrato, per cui il tessuto muscolare appare ceduto e ptosico, con conseguente rilassamento cutaneo.
- Vita troppo sedentaria. La mancanza di movimento favorisce il ristagno di liquidi e la ritenzione drica nei tessuti, con un conseguente aspetto gonfio e a buccia d’arancia della pelle. Attività fisica regolare aiuta il metabolismo, la circolazione sanguigna e il naturale smaltimento delle tossine. Infine previene ed elimina le adiposità, mantenendo efficiente la muscolatura.
- La postura scorretta, soprattutto l’abitudine ad accavallare le gambe, favorisce la stasi venosa e linfatica, perché il sangue fatica a risalire a causa della compressione dei vasi.Anche l’abbigliamento troppo aderente costringe i vasi e affatica il ritorno venoso.
- Alla stessa maniera, scarpe strette o con il tacco troppo alto, impediscono il meccanismo di naturale pompaggio del sangue dal tallone verso l’alto.
- La stasi circolatoria è provocata anche dallo stare troppo in piedi senza muoversi.
- Stipsi cronica e cattiva motilità intestinale sono causa di pressione ai vasi sanguigni e, di conseguenza, fattore aggravante della cellulite.
- Il fumo agisce come un vasocostrittore, perciò il microcircolo viene compromesso, provocando accumulo di liquidi e contribuendo all’invecchiamento precoce dei tessuti.
- Lo stress altera il tasso ormonale, favorendo la cellulite.
COME PREVENIRE E CURARE LA CELLULITE (ANTICELLULITE)
La cura della cellulite è davvero difficile e non risolutiva, infatti ogni trattamento punta piuttosto sul miglioramento della situazione sul piano estetico. Piuttosto è più semplice la prevenzione, che comporta solamente adottare alcune piccole strategie e cambiamenti nella proprie abitudini, come: curare l’alimentazione, indossare capi comodi, evitare posture scorrette e fare movimento.
In particolare, i migliori consigli anticellulite sono:
- Bere molto per aiutare il circolo linfatico, e mangiare molta frutta e verdura.
- Adottare uno stile alimentare sano e povero di sodio, senza però dimagrire troppo in fretta
- Ridurre o eliminare fumo e alcol.
- Fare regolarmente attività fisica, perché su un fisico tonico la cellulite si nota meno e si aiuta la circolazione.
- Sottoporsi a cicli di massaggio che aiutano lo smaltimento delle tossine e la circolazione linfatica, in particolare il massaggio lifodrenante.
- Utile è la ionoforesi applicata nelle zone critiche e la radiofrequenza bipolare.
- Praticare in un centro medico la mesoterapia. In alcuni casi i miglioramenti della cellulite sono anche molto soddisfacenti.
ADIPE O CELLULITE? LE DIFFERENZE
Spesso si tende a confondere il normale accumulo localizzato di adipe con la presenza della cellulite. ma mentre il primo caso è una situazione di normalità del pannicolo adiposo, il secondo è uno stato patologico. Le maggiori differenze tra l’adipe sano e la cellulite si evidenziano per due aspetti: come si presenta la superficie cutanea e la sensazione alla palpazione. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, si nota una compresenza delle due situazioni, soprattutto nelle donne che presentano sovrappeso (anche lieve) e alterazione del microcircolo.
ASPETTO DELLA CUTE
adipe: la pelle è di aspetto omogeneo nel colore, liscio, e senza irregolarità al tatto.
cellulite: nei primi stadi della cellulite, l’aspetto cutaneo è uguale a quello sano. Successivamente compaiono alcune irregolarità nella superficie, che progressivamente si assottiglia, con la formazione di avvallamenti irregolari e sottili striature giallo-biancastre. Anche a livello di secrezione sebacea, la cute è alterata, secca o grassa.
PALPAZIONE
adipe: la consistenza della pelle è normale, elastica e non dolorosa.
cellulite: negli stadi più avanzati di cellulite, la palpazione è dolorosa. Nella fase di formazione e consolidamento della cellulite, dopo una pressione con il dito sulla zona interessata, resta l’impronta bianca del dito, mentre negli stadi avanzati no, e progressivamente diminuisce l’elasticità cutanea. Oltre ciò, si rilevano al tatto placche ed irregolarità che spesso sono visibili anche in superficie, data la presenza di noduli. Con l’aggravarsi della situazione, i noduli diventano più grossi e scompare l’edema presente ai margini delle placche.
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