Il lifting del viso (o facelift), propriamente chiamato ritidectomia, è l’intervento più noto e praticato per eliminare la lassità cutanea e le rughe e per ringiovanire i tratti del viso. I benefici di un buon lifting del viso restano tali per oltre dieci anni.

Esistono diversi tipi di lifting che si differenziano per la zona alla quale sono rivolti ed per la prodondità d’azione del chirurgo.

Lifting del viso: Tecnica

Esistono molte varianti chirurgiche nella pratica del facelift. Al momento del colloquio preliminare con il chirurgo plastico, è possibile chiedere quale tecnica esso proponga, se solo cutanea, muscolo-cutanea, composita, con i fili, solo di una porzione del viso o del viso intero.

La procedura di chirurgia estetica di lifting del viso è realizzata attraverso un’incisione a livello delle tempie, al di sopra dell’attaccatura dei capelli. In genere questa incisione viene prolungata verso il basso, lungo la piega naturale della pelle, davanti all’orecchio. Praticare le incisioni all’interno delle pieghe cutanee aiuta a nascondere in un secondo momento le cicatrici che si formeranno. A questo punto il chirurgo separa i tessuti dalla parte ossea e procede con una trazione secondo la tecnica adottata.

La cute che risulta essere in eccesso viene rimossa e in alcuni casi è possibile tonificare anche le fasce muscolari cedute. Dopo questa pratica, la pelle viene riposizionata e suturata adeguatamente. Possono essere impiegate nella sutura anche le cosiddette graffette chirurgiche metalliche.

Il lifting del viso può essere realizzato in anestesia generale o locale con sedazione endovenosa, in modo da ridurre i tempi di ospedalizzazione e rendere più rapido il rientro alla normalità. Alla Pallaoro Medical Laser la tecnica anestesiologica scelta è quella locale per la minore invasività e la veloce ripresa post operatoria.

Come tempi, la fase chirurgica può variare da una mezz’ora circa fino ad un’ora e mezza. Per alcuni tipi di procedura, è previsto che restino in sede per alcuni giorni dei drenaggi, in modo da far defluire rapidamente i liquidi. Sia il tipo di intervento, che la sua entità e il tipo di anestesia vengono programmati nel corso della visita preliminare con il chirurgo.

Lifting del viso: Post operatorio

È normale che dopo il lifting del viso si verifichi un certo gonfiore delle palpebre e di altre zone del viso. Una volta terminato l’intervento di facelift di norma viene applicata una medicazione che viene sostituita da un bendaggio elastico prima che il paziente faccia ritorno a casa. I disagi che comporta il post operatorio possono essere facilmente sedati con gli antidolorifici e le indicazioni che il chirurgo fornisce al momento della dimissione.

Le attività più pesanti e faticose vanno evitate fino a che il gonfiore è del tutto sparito, quindi per un tempo variabile da due a quattro settimane è bene tralasciare sollecitazioni. In questo periodo tuttavia è possibile riprendere gradualmente il lavoro e le normali attività più leggere.

È normale che per i primi periodi la pelle appaia secca e ruvida, per poi normalizzarsi con il tempo.

Il fumo e la chirurgia estetica del viso

Fumare riduce il normale afflusso di sangue alla pelle del viso, quindi è bene smettere di fumare almeno un mese prima di sottoporsi alla chirurgia estetica. Eliminare il fumo aiuta il processo di guarigione: è bene sapere che, tra i fumatori cronici che non smettono in vista dell’intervento, si verifica un caso su dieci di necrosi cutanea in prossimità delle incisioni.

Il lifting del viso secondario

Purtroppo, anche dopo il lifting del viso e il ringiovanimento chirurgico, la pelle e i tessuti umani continuano ad invecchiare. Un secondo intervento di lifting non è infrequente, ed è realizzato per riposizionare la pelle ceduta e tonificare l’aspetto del viso e le fasce muscolari. Un altro motivo che spinge a realizzare un lifting secondario è che le zone del volto dove non si è intervenuti la prima volta appaiono innaturalmente più rilassate rispetto alle aree trattate con il lifting. Il secondo intervento serve quindi a bilanciare e rendere più naturale l’aspetto della cute. L’estensione del secondo lifting dipende dall’estensione del primo e da quanto sono naturali gli esiti. Numerosi pazienti che si sono sottoposti ad un profondo lifting muscolo cutaneo tempo prima sono soddisfatti a lungo dei risultati e spesso necessitano solamente di un ritocco. Chi invece opta per un lifting leggero o parziale in un primo tempo, dopo alcuni anni in genere richiede un intervento più completo.

Le alternative al lifting e gli interventi complementari

Molto frequentemente, un piano completo di ringiovanimento del viso include, oltre ad un face lifting, anche altre procedure meno invasive, in modo da poter sfruttare appieno delle potenzialità della chirurgia estetica. È da sottolineare che il lifting del viso infatti agisce con successo contro i rilassamenti della pelle lungo le mandibole, contro le guance rilassate, contro le pieghe nasolabiali, ma non necessariamente interessa l’area del collo, le sopracciglia e gli occhi. Nel corso del primo colloquio con il chirurgo, questi valuta lo stato dei tessuti e il tipo di invecchiamento del viso per proporre un quadro completo di ringiovanimento chirurgico. Nel realizzare il lifting del viso, il chirurgo plastico può eseguire anche alcuni intervento complementari, come il lifting del sopracciglio o la blefaroplastica (la chirurgia delle palpebre). In alternativa, il paziente può decidere di sottoporsi alla blefaroplastica dopo un certo periodo dal lifting, ma questa soluzione è decisamente meno conveniente. Il lifting completo inoltre può comprendere anche il lifting del collo, per ringiovanire anche questa zona e non creare asimmetria estetica tra la parte ringiovanita, il viso e il collo.

Per quanto riguarda le rughe, il lifting migliora certamente l’aspetto della cute, perché distende e minimizza le pieghe profonde, ma purtroppo la sua azione è in parte limitata, perché non agisce sulla struttura del derma, impoverito dall’età. Utile perciò è anche il peeling laser , da eseguire dopo la guarigione dal lifting. Questa procedura leviga la pelle, uniforma i risultati, minimizza le piccole cicatrici e asporta le macchie cutanee. Ottimi anche i filler, che riempiono le rughe recidive e danno plasticità ai volumi privati dall’età, come le labbra o gli zigomi. Alla stessa maniera le iniezioni di botulino (Botox) distendono le rughe d’espressione, destinate a formarsi anche dopo il lifting a causa della mimica facciale. Negli ultimi anni un buon successo è stato riscosso poi da Aluma, l’apparecchiatura a radiofrequenza bipolare in grado di rendere più consistente, spessa e tonica la pelle rinnovando la produzione di collagene. Le sedute di radiofrequenza bipolare con Aluma possono precedere il lifting e continuare dopo la guarigione per mantenere i risultati più a lungo.

La strategia di ringiovanimento più efficace è quindi la giusta combinazione di più tecniche integrate, tra le quali il lifting del viso è l’intervento cardine e le altre perfezionano ed esaltano gli esiti.

Costo del lifting del viso

Quando ci si informa sulle procedure e sui costi del lifting è bene tenere a mente che questo intervento viene svolto sul viso, quindi una zona estremamente delicata, dove ogni minimo errore resta permanentemente sotto gli occhi di tutti. Quindi è bene essere davvero informati non solo sulla tecnica adottata dal chirurgo, ma proprio sull’esperienza del chirurgo stesso, magari chiedendogli di vedere alcune foto di interventi già realizzati.

L’estensione della procedura

Il ritocco di una sola porzione del viso ha necessariamente un costo diverso di un lifting completo. Ma bisogna tenere a mente che non sempre può essere più economico realizzare un mini lifting rispetto ad un lifting completo di viso e collo. Infatti, è da valutare il fatto che probabilmente nel corso degli anni ci si ritroverà di fronte alla necessità di un reintervento per dare un bilanciamento armonico ai tratti del viso sui quali non si è intervenuti in precedenza e la somma di singoli mini interventi è di molto maggiore di un intervento profondo realizzato combinando più tecniche in un’unica seduta. Inoltre in tal modo c’è anche una certa economia di tempi, visto che ci sarà un unico periodo di recupero e di disagi postoperatori.

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