L’intervento di lifting del seno - mastopessi
La mastopessi è una procedura chirurgica estetica piuttosto comune, ma complessa, in grado di sollevare, e rassodare il seno ceduto e molto rilassato. Il lifting del seno (mastopessi), può essere realizzato con o senza l’inserimento di protesi mammarie, fatto che dipende in ugual misura dal tipo di tessuti della paziente e da quanto desidera ottenere. Solo negli Stati Uniti nel 2005 sono state praticate circa 93.000 mastopessi (dati Asps).
Il primo consulto con il chirurgo
Nel corso del primo consulto, il chirurgo plastico analizza il seno della paziente: la sua forma, le dimensioni e il rapporto estetico di questa zona con le proporzioni del busto e della figura intera. È in questo momento che la paziente espone i propri desideri, spiega che cosa desidera dalla chirurgia e quali sono la posizione e la taglia ideale che vorrebbe ottenere con la chirurgia estetica.
In particolare, viene valutato il grado di ptosi mammaria, cioè quanto il tessuto del seno risulta ceduto e spostato verso il basso rispetto ad una posizione ideale.
Dall’analisi della situazione e dopo aver capito il desiderio della paziente, il chirurgo suggerisce il piano operatorio ideale per ricreare un seno tonico, proporzionato e modellato armonicamente nel profilo, nella dimensione e nella posizione dei capezzoli.
Nel caso di ptosi accentuata, l’intervento ideale è il lifting del seno, altrimenti chiamato mastopessi.
Il piano operatorio può inoltre includere l’impiego di protesi mammarie (come per la mastoplastica additiva) qualora, oltre al cedimento cutaneo sia evidente una sorta di svuotamento dei volumi, oppure il desiderio della paziente sia quello di sollevare il seno e, insieme, di renderlo più abbondante. In altri casi, l’obiettivo di rendere proporzionato il seno può prevedere invece la riduzione del suo volume, cosa che viene realizzata nel corso della mastopessi.
Che cosa si può ottenere con la mastopessi
L’obiettivo principale del lifting del seno (mastopessi) è rendere più armonico, proporzionato, tonico e desiderabile l’aspetto del seno, attraverso il sollevamento chirurgico del complesso mammario.
L’intervento di mastopessi consente di ottenere alcuni risultati, mediante alcune variazioni nel piano operatorio, in particolare:
- Solleva e rassoda il seno mantenendo il volume originario (lifting del seno)
- Migliora la consistenza e la forma del seno riempiendo i volumi (mastopessi con protesi)
- Solleva il seno, ne migliora il profilo e riduce il volume (mastopessi con mastoplastica riduttiva).
Il lifting del seno (mastopessi)
L’intervento di mastopessi oggi può essere realizzato in sicurezza in anestesia locale con sedazione profonda, evitando quindi l’anestesia generale (che implica un giorno di ricovero e notevoli strascichi collaterali).
I tempi operatori variano secondo il tipo di lifting previsto, mediamente comunque si va dall’ora all’ore e mezza, nel caso in cui si preveda anche l’inserimento di protesi mammarie.
Le incisioni previste per il lifting del seno sono tre:
- la prima segue il perimetro dell’areola, e viene praticata al fine di spostare il capezzolo in una posizione più adatta, più in alto rispetto al solco sottomammario. In questo momento può essere corretta anche la dimensione e la forma di areole troppo ampie o non regolari.
- la seconda incisione corre verticalmente dal margine inferiore dell’areola al solco sottomammario
- la terza è realizzata lungo il solco sottomammario e, con l’incisione verticale, serve per sollevare la struttura del seno, dare maggiore tono e migliorare il profilo.
Attraverso queste incisioni viene eliminata una certa porzione di cute, secondo il rimodellamento previsto. Se la mastopessi viene realizzata non solo per sollevare il complesso mammario, ma anche per ridurne il volume, in questa fase il chirurgo rimuove anche parte del tessuto mammario adiposo e ghiandolare, fino ad ottenere la forma pianificata.
Nel caso in cui il piano operatorio preveda invece l’inserimento di protesi mammarie, queste vengono posizionate in genere dietro la ghiandola, per riempire e rassodare il seno svuotato.
Al termine di queste fasi, i tessuti vengono opportunamente suturati con punti interni ed esterni, in modo da allestire cicatrici sottili e piane.
Dopo il lifting del seno (mastopessi)
Siccome l’intervento di mastopessi interessa i tessuti superficiali e profondi del seno, è normale che nei giorni seguenti si verifichi un certo gonfiore, mentre il dolore si può tranquillamente sedare con gli antidolorifici prescritti al momento della dimissione. Dopo che i bendaggi e il reggiseno postchirurgico vengono rimossi, viene prescritto l’uso di un reggiseno contenitivo elastico, simile a quelli sportivi, fino a che il tessuto si normalizza. Nell’arco di una decina di giorni, vengono rimossi anche i punti di sutura (o le graffette).
Attività faticose, lavori pesanti e il sollevamento di pesi con le braccia vanno evitati fino a completa guarigione, perché questi possono causare gonfiore e aumentare la pressione sulle incisioni. In genere si può tornare al lavoro in capo ad una decina di giorni, e riprendere tutte le normali attività dopo un mese.
La sensibilità dei capezzoli può essere temporaneamente ridotta, e non sempre dopo è possibile allattare, visto che le incisioni possono recidere i dotti galattofori (questo dipende dalla tecnica di lifting impiegata e dal grado di sollevamento del seno necessario).
A guarigione avvenuta, il seno è migliorato nella forma, sia in visione frontale che di profilo; i capezzoli si trovano nella posizione corretta, contribuendo a dare un aspetto ringiovanito e tonico. Le sottili cicatrici che residuano, quindi, ricordano la forma di un’ancora, oppure una sorta di “T” rovesciata.
I rischi e le complicanze
Come in ogni tipo di intervento chirurgico, anche per la mastopessi esiste un certo margine di rischio, generalmente connesso ad episodi di reazione avversa all’anestesia o infezioni. Può verificarsi inoltre un eccessivo sanguinamento e la difficoltà a recuperare pienamente la sensibilità cutanea, così come le cicatrici possono risultare evidenti.
Una larga parte di queste complicanze è efficacemente prevenuta con le opportune indagini preoperatorie e con gli accorgimenti igienico-sanitari adeguati.
Gli esiti estetici di questo intervento sono molto simili a quelli della mastoplastica riduttiva, alla quale viene paragonata anche a livello di complicanze postoperatorie. Vedi complicanze mastoplastica riduttiva.
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