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Pallaoro Medical Laser - Clinica di chirurgia estetica

Mastoplastica additiva: cosa sapere
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Mastoplastica additiva: cosa sapere

I motivi più comuni che spingono le donne alla mastoplastica additiva è la voglia di migliorare il profilo del seno ed eliminare gli inestetismi provocati dall’età, dalla gravidanza e dai cambiamenti di peso.

La mastoplastica additiva è uno dei più comuni interventi dell’intera chirurgia estetica, con le 25.000 protesi inserite solo in Italia nel 2006, dato che rispecchia la proporzione statunitense, dove dal 2004 al 2005 c’è stato un incremento del 9% nella richiesta di mastoplastica additiva (dati American Society for Aesthetic Plastic Surgery).

La mastoplastica additiva, i concetti di base

L’aumento del seno è determinato dall’inserimento di una protesi mammaria all’interno del tessuto mammario, davanti o dietro il muscolo pettorale.

Gli impianti (protesi) sono disponibili in una vasta gamma di forme, misure e materiali. Inoltre, possono essere posizionate in diverse sedi e attraverso alcuni tipi di incisione.

La chirurgia estetica del seno è una procedura medica che richiede abilità mediche e anatomiche avanzate. L’obiettivo primario è che l’aumento alla taglia desiderata crei un seno che sembri il più naturale possibile. Per la complessità d’intervento è decisamente saggio affidarsi ad un chirurgo plastico professionista dalla comprovata e pluriennale esperienza in merito alla mastoplastica additiva.

 

L’aumento del seno con lifting (mastopessi con protesi)

Può accadere che, nel corso della visita preliminare, dopo l’analisi accurata del quadro estetico e del tipo di tessuti della paziente, il chirurgo consigli anche un lifting del seno (mastopessi) per ringiovanire e tonificare il tessuto mammario troppo rilassato.

Questa indicazione chirurgica è la più diffusa nel caso in cui le mammelle mostrino evidenti segni di cedimento dovuti all’età, alle gravidanze, all’allattamento o agli sbalzi di peso. L’intervento combinato di mastopessi e mastoplastica additiva rassoda e solleva la struttura del seno e contemporaneamente ne migliora la forma. Ciò si ottiene eliminando il tessuto cutaneo in eccedenza e aumentando il volume del seno con l’inserimento di una protesi adeguata.

 

Il consulto con il chirurgo plastico. La prima visita

Nel corso del colloquio preliminare, il chirurgo discute con la paziente per capire quali sono i suoi obiettivi, le aspettative, la taglia e la forma del seno che desidera ottenere, quindi vengono illustrati i diversi percorsi chirurgici possibili. In particolare si sceglie il tipo di protesi mammaria, la localizzazione delle incisioni, la sede delle protesi.

Chiaramente, nel disegno d’intervento il ruolo maggiore è giocato dai tessuti e dall’anatomia stessa della persona, perché in base a questi e dopo un’analisi accurata della paziente, il chirurgo prospetta quali potrebbero essere le procedure concretamente realizzabili.

 

Come si svolge la mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva deve necessariamente essere svolta in strutture cliniche che a livello igienico e sanitario rispondono agli standard imposti dalla Comunità Europea e da Ministero della Sanità, oltre che dai provvedimenti regionali specifici.

Un tempo (e in alcune struttura anche attualmente) la mastoplastica additiva necessitava di alcuni giorni di ricovero, principalmente a causa dell’anestesia generale somministrata per realizzare l’intervento. Oggi, oltre a questa tecnica, sono state sviluppate alcune procedure anestesiologiche che permettono alla paziente di tornare a casa il giorno stesso. Infatti, l’anestesia impiegata è di tipo locale, con infiltrazione di analgesici e vasocostrittori, accompagnata da sedazione profonda. La paziente, che con la sola anestesia locale sarebbe vigile, grazie alla sedazione scivola in uno stato di dormiveglia collaborante e sereno, non ricordando poi particolari traumatici della procedura chirurgica.

La durata della mastoplastica additiva varia a seconda della tecnica scelta. Mediamente mezz’ora.

Per inserire la protesi nella sede prestabilita in visita, il chirurgo plastico deve incidere la pelle. Le incisioni comunemente praticate possono essere localizzate in una di queste quattro zone:

  • sotto il seno (inserimento attraverso il solco sottomammario)
  • attorno al capezzolo, in genere nel semiperimetro inferiore (inserimento periareolare)
  • sotto l’ascella (inserimento trans-ascellare)
  • in prossimità dell’ombelico (inserimento trans-ombelicale o TUBA, Trans Umbilical Breast Augmentation)

Dopo aver inciso la cute, il chirurgo inserisce nel tessuto un particolare strumento chirurgico per allestire una sorta di tasca che conterrà poi la protesi. Le sedi generalmente preposte per accogliere gli impianti mammari sono tre:

  • sede retroghiandolare (sopra il muscolo pettorale e sotto la ghiandola)
  • sede sottomuscolare (dietro il muscolo pettorale)
  • sede parzialmente retromuscolare (dietro il muscolo solo nella porzione superiore della protesi)

La scelta del tipo di incisione e del posizionamento degli impianti mammari è dettata dall’interazione di alcuni fattori, come: la dimensione e la forma delle protesi, l’anatomia della paziente, la qualità e lo spessore del tessuto cutaneo e la futura posizione delle cicatrici in zone possibilmente poco visibili.

Chiaramente, tutte queste variabili vengono considerate e discusse con il paziente che approva il progetto di intervento avendo chiaro quanto questo comporta e quali saranno le prospettive estetiche.

Dopo l’intervento di mastoplastica additiva

Nel corso dell’atto chirurgico i tessuti del seno vengono fortemente sollecitati dalle incisioni, dallo scollamento per la creazione della sede di impianto e dalla presenza delle protesi che tendono la pelle. Quindi è normale che si possano notare lividi e gonfiori e la parte sia dolente dopo la chirurgia. Per preservare la zona dagli urti e dai movimenti bruschi e per favorire una corretta normalizzazione e cicatrizzazione del seno, si dovrà indossare un particolare corsetto, o reggiseno contenitivo. Il dolore e il fastidio che si possono provare sono facilmente sedati con i normali farmaci antidolorifici che il chirurgo prescrive all’atto della dimissione. Per un certo periodo, anche una volta eliminate le medicazioni, è bene indossare un reggiseno elasticizzato come quelli sportivi, che offrono un fermo sostegno.

Nel periodo postoperatorio vanno evitati gli sforzi, il sollevamento di materiali pesanti e tutte e attività che comportano il movimento delle braccia, perché potrebbero creare delle complicanze come gonfiore e rallentamento della guarigione. In genere, si può tornare al lavoro entro una settimana dall’intervento, se l’occupazione quotidiana non comporta fatica fisica, e ogni attività può essere ripresa gradualmente nell’arco di poche settimane.

Temporaneamente può manifestarsi una riduzione nella sensibilità dei capezzoli, che torna in genere alla normalità una volta completato il processo di guarigione.

Di norma la capacità di allattare viene mantenuta nonostante la mastoplastica additiva. In ogni caso, questo è un punto che deve essere discusso nel colloquio preliminare.

Una volta guariti i tessuti, resteranno alcune cicatrici in corrispondenza delle incisioni. Di norma le cicatrici della mastoplastica additiva sono sottili e poco visibili; uno degli obiettivi del chirurgo plastico è proprio quello di allestire incisioni e suture che rendano la futura cicatrice il meno visibile possibile. Le incisioni periareolari e sottomammarie danno luogo a cicatrici sul seno, mentre l’inserimento delle protesi per via trans-ascellare e trans-ombelicale creano cicatrici rispettivamente sotto l’ascella e vicino all’ombelico.

In quanto atto chirurgico vero e proprio, anche la mastoplastica additiva comporta alcuni rischi di complicazioni relativa a infezioni e reazioni all’anestesia. Può inoltre manifestarsi emorragia. Con le adeguate precauzioni prese a livello igienico, diagnostico e sanitario, tuttavia, queste complicanze possono essere minimizzate o prevenute. A maggior ragione è quindi opportuno rivolgersi solamente a chirurghi plastici specializzati in strutture cliniche adeguate. Altri rischi inoltre possono essere evitati seguendo con attenzione le prescrizioni pre e post operatorie e fornendo allo specialista tutta la documentazione relativa al proprio stato di salute: malattie pregresse, interventi subiti, terapie in corso, allergie e farmaci assunti regolarmente.

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