Rinoplastica
La rinoplastica è la procedura chirurgica che permette di riportare proporzione nella forma del naso e nelle sue dimensioni, e di correggere alcuni problemi legati alla difficoltà di respirazione, siano essi congeniti o dovuti a traumi. La rinoplastica detta “primaria” è l’intervento realizzato su di una piramide nasale sulla quale non si è ancora intervenuti chirurgicamente. Questa procedura al giorno d’oggi non viene quasi più realizzata in anestesia generale, perché gli stessibenefici si possono ottenere con l’anestesia locale accompagnata da sedazione profonda, e in più si evitano i disagi legati al risveglio dell’anestesia generale, potendo così tornare a casa dopo alcune ore dalla rinoplastica.
I tempi operatori variano secondo il disegno operatorio previsto, ma possono oscillare tra la mezzora e l’ora e mezza. Due sono le tipologie di rinoplastica: essenzialmente aperta e chiusa.
La cosiddetta rinoplastica “secondaria” è invece l’intervento che viene realizzato in un secondo momento, dopo una precedente rinoplastica, per correggere difetti che non hanno subito miglioramenti con il primo intervento, oppure per modificarne gli esiti estetici o funzionali.
L’obiettivo della rinoplastica secondaria è ripristinare una forma della piramide nasale che sia il più possibile naturale, che sia bilanciato come dimensioni con il resto del viso e che svolga una corretta funzione respiratoria.
La rinoplastica secondaria ha tempi e anestesia simili a quella primaria, ma molto è legato al tipo di correzione prevista e al tipo di tessuti del paziente.
Incisioni e modellamento del naso: la rinoplastica aperta e la rinoplastica chiusa
Le incisioni previste per la rinoplastica aperta sono sia interne che esterne al naso. Per accedere alle strutture cartilaginee e muscose della piramide nasale, infatti, il chirurgo recide la columella, che è quella porzione a lembo di tessuto tra le narici. Questo tipo di procedura, anche se offre una visuale migliore dell’intervento, ha la pecca di lasciare una cicatrice esterna, quantunque molto ben nascosta sotto il naso.
La rinoplastica chiusa non prevede invece incisioni sulla pelle, perché il modellamento del naso avviene attraverso le narici stesse. Da qui il chirurgo incide le muscose fino ad arrivare alla porzione di cartilagine o di osso da rimodellare. Quindi la zona può essere rimodellata secondo i piani preoperatori e secondo quanto possono offrire i tessuti. Una volta ritoccata la struttura del naso, cioè ossa e cartilagini, la pelle viene nuovamente riposizionata come copertura, senza che sia stata incisa.
La rinoplastica chiusa ha un ottimo rendimento estetico, poiché non lascia alcun segno visibile sulla pelle, ma è necessaria, per il chirurgo plastico, una grande conoscenza della procedura, una grande perizia manuale ed una esperienza notevole alle spalle.
Dopo la rinoplastica
Al termine della fase di sutura, il chirurgo inserisce nelle narici soffici tamponi vaselinati, che hanno la funzione di mantenere aperte le cavità per una futura corretta respirazione. Sopra il naso invece viene modellato un tutore, una sorta di mascherina rigida che, appoggiata saldamente sulla piramide nasale, favorisce il riassestamento dei tessuti nella posizione corretta. Inoltre, il tutore rigido, che va portato mediamente un paio di settimane, serve a proteggere la zona operata dagli urti accidentali. Nei tempi successivi, anche per un mese dopo la rinoplastica, la mascherina può essere utile quando si utilizzano gli occhiali, in modo che la montatura non poggi direttamente sulla porzione ossea.
Dopo 24 ore o più, secondo la tecnica impiegata, vengono rimossi i tamponi dalle narici. Al paziente vengono consigliati alcuni comportamenti ideali da tenere nei primi giorni post rinoplastica, onde favorire la guarigione e limitare il gonfiore. L’applicazione di compresse fredde è di aiuto per contenere l’edema, così come dormire con due cuscini sotto la testa.
È normale che il paziente avverta pesantezza e gonfiore e spesso sono visibili ecchimosi sotto gli occhi che migliorano nel corso di un paio di settimane. I controlli previsti sono due o tre, svolti per cambiare la mascherina dopo una settimana e per controllare il decorso postoperatorio.
Anche se dopo due o tre settimane il naso è presentabile e il gonfiore non si nota, bisogna tenere conto che i tessuti coinvolti dal rimodellamento sono anche le ossa della struttura nasale, e la loro completa guarigione avviene lentamente, fino a normalizzarsi dopo circa sei mesi, anche un anno.
L’indicazione principale in questo periodo è di non urtare il naso, quindi evitare sport che comprendono questo rischio. Il lavoro e la vita sociale può essere ripresa già dopo14-20 giorni, una volta rimosso il tutore esterno: l’intervento chirurgico non è già più rintracciabile esternamente.
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