Processo d’invecchiamento del viso

I segni dell’invecchiamento del viso sono visibili a livello superficiale con le note rughe, i rilassamenti e le chiazze senili. Ma ad invecchiare sono anche i tessuti profondi, addirittura la struttura ossea, che cambia la sua forma e la dimensione, come confermano alcuni studi condotti recentemente dalla Società Americana dei Chirurghi Plastici (Asps).

chirurgia estetica invecchiamento

Le ossa facciali e i tessuti molli cambiano con il progredire degli anni. La riduzione della produzione di collagene e la scarsità di tessuto adiposo dall’epidermide causano la perdita dell’elasticità cutanea (vedi invecchiamento Rembrandt). La gravità, i movimenti muscolari, e la fisiologica perdita di grasso contribuiscono a formare rughe, pieghe cutanee, segni profondi e cedimenti della forma stessa del viso. Le ossa stesse cambiano determinando, con gli altri fattori, a dare l’aspetto vecchio e sciupato al volto. L’affronto chirurgico a questi cambiamenti è maggiormente efficace se si conclude con il chirurgo un piano completo di trattamenti, che in genere sono di due tipi:

  • Non chirurgici o semi chirurgici (medicina estetica): sono i filler (acido ialuronico), gli iniettabili in grado di ripristinare i volumi mancanti, colmare alcuni tipi di rughe o distendere la muscolatura (il Botox). Anche trattamenti come il peeling laser e il fotoringiovanimento IPL possono contrastare con efficacia la perdita di tono cutaneo.
  • Trattamenti di chirurgia estetica: il lifting viso è il modo più efficace e durevole nel tempo per dare un aspetto più giovane e sodo alla pelle e ai tessuti rilassati dall’età e dalla mancanza di elasticità.

I cambiamenti ossei: la zona T da considerare in chirurgia estetica

Per condurre gli studi sui cambiamenti delle ossa facciali dovuti all’età, l’Asps (American Society Plastic Surgeons) ha analizzato un campione di 60 volontari. La conclusione è stata la conferma che i cambiamenti ossei si verificano in tre dimensioni, visibili soprattutto nella cosiddetta zona T (fronte-zigomi, naso-mento), con alcune differenze tra uomini e donne.

Nelle donne, l’area tra le sopracciglia e la parte superiore del naso (l’area glabellare) si riduce, mentre la zona sotto la rima sopracciliare si abbassa di conseguenza. Questo causa un cedimento delle sopracciglia e delle palpebre che acquisiscono un aspetto stanco e “sgonfio”.

Negli uomini, nel periodo della mezza età, le ossa che sostengono le guance (maxillo-facciali) si riducono di dimensione, provocando lo slittamento dei cuscinetti adiposi delle guance verso il basso e in avanti. Questa situazione sottolinea le pieghe naso-labiali, facendo apparire gli zigomi più marcati e larghi.
Inoltre, la piramide nasale con gli anni continua a crescere e viene messa in rilievo dalla particolare forma a pera rovesciata che acquisisce il viso nell’età matura.

Anche in questi casi sono più efficaci i piani chirurgici che coniugano trattamenti chirurgici come il lifting del viso, la rinoplastica e la blefaroplastica, con trattamenti non chirurgici come l’acido ialuronico o il botulino.