I rischi della chirurgia estetica del seno

Gli interventi di chirurgia plastica mammaria sono sostanzialmente tre. La mastoplastica additiva per aumentare il volume del seno risulta essere quello più ricorrente, la mastopessi per sollevare il seno cadente e la mastoplastica riduttiva per ridurre le dimensioni del seno.

In generale tutti gli interventi di chirurgia plastica hanno un buon rapporto tra beneficio ottenuto dalla procedura e incidenza e severità delle complicanze. Comunque la valutazione di questo rischio è totalmente soggettiva e quindi ciascuna paziente dovrà decidere in maniera personale dopo aver preso atto dei rischi potenziali dell’operazione specifica.

Il rischio per definizione è un evento incerto ma legato all’avverarsi di uno o più circostanze. Non sempre è possibile eliminare ogni rischio ma certamente è possibile gestire l’incidenza degli stessi mettendo in atto accorgimenti finalizzati ad eliminare le circostanze scatenanti. LaPallaoro Medical Laser segue precisi protocolli sanitari che hanno come finalità la riduzione dei rischi trans e post operatori. La maniacale osservazione degli stessi comporta benefici elevati per il paziente.

Il rischio ed il consenso informato

Il consenso informato è l’atto formale e sostanziale con il quale il paziente dopo aver accuratamente ricevuto e compreso tutte le informazioni relative all’ intervento desiderato – compresi i rischi, i risultati potenziali o attesi, le caratteristiche operatorie, la tipologia d’anestesie e le alternative – acconsente ad essere operato ed autorizza il chirurgo a procedere. Con il rilascio del consenso informato – che deve risultare per scritto – si fissa il quadro d’azione del chirurgo plastico e le aspettative del paziente.

Tipologia di rischio

La chirurgia estetica del seno comporta rischi tipici degli interventi di chirurgia generale (infezione, ematoma, sieroma, necrosi, ecc) e rischi caratteristici della specifica tipologia d’ intervento.  Qui di seguito verranno approfonditi i rischi più comuni della chirurgia mammaria rimandando comunque all’ approfondimento in sede di visita medica alla più esaustiva analisi degli stessi.

Infezioni

Le infezioni post operatorie sono estremamente rare ma comunque quando si verificano devono essere gestite con massima tempestività ed attenzione. Dal punto di vista statistico le infezioni si presentano in eguale incidenza in tutti i tre interventi di chirurgia mammaria. Di norma l’ infezione si manifesta entro i primi giorni dopo l’intervento. La parte si presenta arrossata, riscaldata e dolente. Si consiglia l’immediata coltura dei batteri per procedere con una terapia antibiotica specifica.

Nella maggioranza dei casi una azione tempestiva consente d’ arginare il problema senza ulteriori conseguenze. Qualora invece l’infezione fosse più seria, nel caso della mastoplastica additiva potrà essere necessaria la rimozione delle protesi mammarie.

Necrosi

La necrosi è quella complicanza che vede la morte di una porzione di tessuto a seguito di un deficit di nutrizione. Questa complicanza è relativamente comune negli interventi che prevedono un trapianto libero di pelle. Se questo non viene alimentato dal sistema circolatorio entro un breve periodo di tempo necrotizzerà.

Dal punto di vista statistico la necrosi è una complicanza assente nella mastoplastica additiva ma possibile nella mastopessi o mastoplastica riduttiva. Infatti questi due interventi prevedono ampie incisioni e spostamenti di lembi cutanei nel rimodellamento della forma e volume del seno e quindi possono in qualche maniera rendere meno irrorata una porzione di tessuto. Si tratta comunque di una incidenza statistica molto ridotta. Quando in questi ultimi interventi si prevede il trapianto libero dell’areola, il rischio di necrosi è maggiore ed in questo caso il chirurgo dovrà non solo eseguire la procedura correttamente ma anche vigilare puntualmente sul decorso post operatorio.

In sintesi la necrosi non è una complicanza importante dal punto di vista di frequenza ma potrebbe essere devastante dal punto di vista estetico visto l’impatto che potrebbe avere la morte di una porzione di tessuto cutaneo sul seno.

Ematoma

L’ ematoma è la complicanza  caratterizzata dalla raccolta di sangue in una determinata zona oggetto d’interesse dell’intervento. Ci sono diversi gradi di severità della complicanza e conseguentemente diversi approcci da seguire dal punto di vista medico. Se l’ematoma è di limitate dimensioni, il corpo procederà con un progressivo riassorbimento dello stesso avendo quindi come unica conseguenza il ritardo della normale guarigione. Se invece l’ematoma è di dimensioni ragguardevoli sarà necessaria la sua rimozione chirurgica per evitare ulteriori complicanze.

L’ ematoma (raccolta di sangue) deve essere prevenuta assicurando una buona emostasi post operatoria e cioè il chirurgo dovrà controllare con cura che non ci siano vasi sanguinanti non coagulati. In secondo luogo negli interventi con scollamenti importanti come nel caso della chirurgia del seno, può essere utile l’inserimento di drenaggi che favoriscano la fuoriuscita dei liquidi che si venissero a formare.

Sieroma

Il sieroma è la complicanza caratterizzata dalla raccolta di liquidi in una determinata zona oggetto d’interesse dell’intervento. Ci sono diversi gradi di severità della complicanza e conseguentemente diversi approcci da seguire dal punto di vista medico. Se il sieroma è di limitate dimensioni, il corpo riassorbirà naturalmente l’accumulo avendo quindi come unica conseguenza il ritardo della normale guarigione. Se invece il sieroma è di dimensioni ragguardevoli sarà necessaria la sua rimozione chirurgica per evitare ulteriori complicanze.

La complicanza può vedere una riduzione dell’incidenza usando bendaggi compressivi post operatori e posizionando drenaggi in corrispondenza delle cavità virtuali create a seguito degli scollamenti chirurgici.

Parestesia

Tutti gli interventi chirurgici traumatizzano in misura più o meno profonda il sistema nervoso periferico. Per questo motivo una ridotta sensibilità cutanea durante le prime settimane rappresenta una complicanza molto comune nella chirurgia del seno. Di norma la parestesia viene spontaneamente ridotta con il passare del tempo ma in certi casi questa può perdurare diversi mesi ed in alcuni rarissimi casi può diventare permanente.

Rischi collegati alle protesi mammarie

La mastoplastica additiva è l’intervento al seno che permette di aumentare il volume mammario inserendo una protesi in silicone di misura e forma determinata. La presenza nel corpo di questo impianto comporta una serie di rischi potenziali che vanno approfonditi con attenzione. Alcuni di questi rischi sono di carattere estetico e cioè comportano la possibilità che il risultato della mastoplastica additiva sia meno gradevole altri invece sono relativi all’ interazione della protesi con il corpo e riguardano diversi ambiti.

  • Contrazione capsulare: Formazione di tessuto fibroso attorno alla protesi che richiede trattamenti diversi in funzione della severità dell’incapsulamento.
  • Slittamento della protesi: Scivolamento verso il basso degli impianti mammari che richiede una revisione chirurgica per ridefinire la tasca mammaria.
  • Simmastia: Rara complicanza che consiste nell’unione delle due tasche mammarie. Richiede una revisione chirurgica.
  • Rottura delle protesi: Complicanza poco frequente che richiede la sostituzione degli impianti.
  • Visibilità del contorno delle protesi: Complicanza estetica dovuta alla scarsa copertura del tessuto mammario (ghiandola e adipe). La complicanza ha maggiore probabilità nel caso di calo di peso o rilassamento tissutale.