Lipofilling seno: Candidata ottimale

Attualmente, il trasferimento di grasso al seno è considerato un’opzione per le donne che vogliono migliorare l’aspetto del loro seno dopo la ricostruzione o una  mastectomia parziale a cusa  del cancro al seno, correggere una malformazione congenita al seno come tuberosa o seni “Snoopy”, o  intervenire sui problemi legati all’impianto come increspature e rughe.

La procedura può anche essere utilizzata per ammorbidire l’aspetto generale delle protesi attraverso il mascheramento della linea fra impianto e tessuto del seno. I potenziali candidati devono avere inoltre adeguati punti nel corpo da cui raccolgiere il tessuto adiposo. L’ American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS) and the American Society of Plastic Surgeons (ASPS) suggeriscono cautela alle donne consigliando di utilizzare questo trattamento solo nei casi sopra citati.

Sia ASAPS che ASPS sostengono fortemente gli sforzi della ricerca per stabilire primariamente sicurezza ed efficacia di questa procedura  per la mastoplastica additiva. Se questi sforzi decreteranno dati più positivi in futuro l’innesto di cellule adipose nel seno potrebbe diventare una procedura estendibile a molte donne.

Dal punto di vista estetico la candidata ideale al lipofilling del seno presenta una o più delle seguenti caratteristiche:

  • seno lievemente asimmetrico
  • paziente con protesi mammarie “visibili”
  • avvallamenti al seno
  • seno mastectomizzato

Il lipofilling al seno non è un’ alternativa alla mastoplastica additiva

La tecnica di lipofilling non è in grado di aumentare il volume del seno come è invece possibile con l’intervento di mastoplastica additiva che prevede l’inserimento di una protesi di volume rilevante. La tecnica di lipofilling per sua natura e caratteristica ha come scopo l’integrazione parziale e limitata del pannicolo adiposo esistente. Nel caso del seno, anche per motivi precauzionali, il lipofilling rimane una tecnica periferica alla ghiandola mammaria.