Lipofilling seno

Lipofilling seno: Controindicazioni

Una questione discussa dai chirurghi è quanto grasso sia necessario per raggiungere il volume desiderato. L’opinione diffusa è che le cellule di grasso debbano essere superiori per compensare l’eventuale necrosi (morte cellulare) che potrebbe verificarsi e che si tradurrebbe in perdita di tessuto adiposo.

Le cellule di tessuto adiposo nella loro nuova posizione dovranno vascolarizzarsi, cioè ottenere adeguato apporto di sangue oppure moriranno riducendo gli effetti di aumento del seno che potenzialmente offrivano.

Va inoltre sottolineato che il volume adiposo è sensibile all’aumento o riduzione di peso. Se la paziente non ha un peso stabile potrà verificare cambiamenti nel volume del seno. La paziente potrebbe quindi trovarsi con una taglia maggiore (o minore) di quanto avessero stabilito.

Ultimamente si è riconsiderato il problema della calcificazione delle cellule di grasso riassorbite. Ciò in quanto si considera che l’incertezza diagnostica successiva non è dovuta esclusivamente all’aumento del seno con adipe ma comunque in generale per l’ingrandimento del seno e non solo. Anche la riduzione mammaria presenta il problema che durante la guarigione, qualche piccola porzione di adipe possa “morire” e riassorbirsi calcificando.

Tutte le donne, che abbiano un seno grande, piccolo, o protesi mammarie, richiedono differenti tecniche di mammografia per una valutazione effettiva del tessuto del seno. Ecco perché è importante che il tecnico che esegue la mammografia sia preparato su queste tecniche. Tutti gli interventi chirurgici al seno rappresentano un potenziale problema per la diagnostica del cancro.

Se avete protesi, è importante che il tecnico ne venga messo al corrente così che lui o lei possa utilizzare la tecnica adeguata di diagnostica per immagini. Così come è corretto informare il tecnico che effettua la mammografia di eventuali biopsie a cui siete state sottoposte e se avete avuto innesto di grasso al seno.

Innesto di grasso al seno: pro e contro

I vantaggi del trasferimento di grasso al seno, includono l’assenza del rischio di rigetto o di reazione allergica, poiché le cellule adipose vengono da il proprio corpo. La procedura consente al chirugo una maggiore libertà nel modellare il seno rispetto a quanto concedano le protesi saline o al silicone. Non ci sono incisioni, tuttavia vi sono molteplici piccoli forellini dovuti alla liposuzione e alle iniezioni.

L’aspetto negativo del trapianto di adipe è che molto spesso le cellule adipose non sopravvivono a lungo. Possono infatti essere assorbite dal corpo, liquefarsi, formare una cisti, calcificare, o produrre cicatrici nei tessuti del seno. Se ciò accade si verifica una perdita di volume del seno e potrebbero svilupparsi dei noduli.

L’innesto di grasso inoltre fornisce una maggiorazione del volume limitata (meno di mezza coppa di reggiseno) rispetto alle protesi tradizionali.

Nel trapianto di grasso è possibile che si verifichino infezioni, così come reazioni all’anestesia o bruciature causate dalla liposuzione al laser o ad ultrasuoni. Inoltre anche la liposuzione può comportare alcuni rischi provocando per esempio difformità nel tessuto delle aree donatrici se la quantità di grasso rimossa è abbondante. Non vi è alcuna garanzia di simmetria del seno e si può anche rimanere insoddisfatti dell’aspetto generale ottenuto come risultato (dimensione, forma, aspetto etc).

Comunque il fatto definitivo in relazione a questo intervento è che non viene massiciamente praticato a livello mondiale.