mastopessi per sollevare il seno cadente

La mastopessi è indicata per sollevare il seno marcatamente cadente (ptosi mammaria II+ grado)

L’intervento di lifting del seno – mastopessi

La mastopessi è una procedura chirurgica estetica del seno abbastanza frequente, complessa ed articolata, in grado di sollevare, e rassodare la mammella rilassata. A tale scopo la procedura prevede la rimozione della porzione di tessuto mammario programmata e la conseguente unione dei lembi.

A seconda del grado e tipo di rilassamento si progetterà un diverso schema chirurgico. Qui a destra il grafico illustra la tecnica a T rovesciata per un grado alto di rilassamento.

Il lifting del seno (mastopessi), può essere realizzato con o senza l’inserimento di protesi mammarie, fatto che dipende in ugual misura dal tipo di tessuti della paziente e da quanto desidera ottenere.

La realizzazione di questo intervento – come per tutte le procedure di chirurgia estetica – richiede che la paziente riceva tutte le informazioni relative a tecnica chirurgica, caratteristiche del risultato atteso, schema di cicatrici, rischi e complicanze possibili.

Paziente adatta alla mastopessi

La mastopessi è la procedura indicata per selezionate pazienti che desiderano sollevare il seno rilassato. La tecnica chirurgica, proprio in funzione della eccessiva presenza di tessuto cutaneo, rimuove pelle in eccesso attraverso incisioni e conseguenti cicatrici. Gli esiti cicatriziali sono per buona parte completamente visibile (a seno nudo) e quindi la paziente dovrà considerare questo aspetto in maniera approfondita.

Le candidata ideale per questo intervento deve avere tutte le seguenti caratteristiche:

Grado di ptosi marcata o severa: La mastopessi crea cicatrici rilevanti sul seno e di conseguenza l’intervento “vale la candela” solo se il seno che si va a correggere ha un grado di rilassamento importante. Sono candidate le donne che si trovano nel grado II e III del sottostante grafico.

Maggiorenne: La mastopessi è opportuno eseguirla su donne che hanno raggiunto e superato la maggiore età. Questo per correggere la forma della mammella completamente sviluppata. E’ opportuno aspettare tale età anche per raccogliere direttamente dall’interessata un consenso informato consapevole e maturo. Qualora il grado di maturità psicologica fosse non adeguato, è consigliabile attendere.

Buona cicatrizzazione: Lo schema cicatriziale della mastopessi è ampio e complesso. Non è paziente ideale la donna che soffre di cicatrizzazione ipertrofica o cheloidea.

Buona salute: La paziente dovrà fare esami clinici (sangue + ECG) per accertare la compatibilità dello stato di salute con l’intervento. Non è candidata la paziente con esami anormali, con patologie acute in corso o croniche non compensate.

Aspettative realistiche: La paziente deve essere consapevole delle caratteristiche estetiche del risultato e della presenza delle cicatrici. L’esito cicatriziale tende a sbiadire con il tempo ma comunque è permanente. La candidata deve ritenere che il risultato atteso e spiegato dal chirurgo sia coerente con le proprie aspettative.

E’ consigliabile vedere le foto prima dopo per comprendere le caratteristiche del risultato atteso. Le FAQ possono aiutare a chiarire dubbi.

grado di rilassamento mammario

La paziente adatta alla mastopessi ha un rilassamento mammario di grado II oppure III.

Se si pianifica una eventuale gravidanza futura è bene spostare l’intervento di mastopessi dopo la nascita del figlio, in quanto il seno subirebbe una ulteriore sollecitazione ai danni dell’estetica e soprattutto non è certo che venga mantenuta la facoltà di allattare.

Le candidate ideali a questo intervento di chirurgia estetica sono donne che hanno aspettative concrete e realistiche nei confronti delle procedure, sono emotivamente stabili e hanno ricevuto spiegazioni esaurienti su quanto implica la chirurgia e la guarigione.

Il primo consulto con il chirurgo

Nel corso del primo consulto, il chirurgo plastico analizza il seno della paziente: la sua forma, le dimensioni e il rapporto estetico di questa zona con le proporzioni del busto e della figura intera. È in questo momento che la paziente espone i propri desideri, spiega che cosa desidera dalla chirurgia e quali sono la posizione e la taglia ideale che vorrebbe ottenere con la chirurgia estetica.

In particolare, viene valutato il grado di ptosi mammaria, cioè quanto il tessuto del seno risulta ceduto e spostato verso il basso rispetto ad una posizione ideale.

Dall’analisi della situazione e dopo aver capito il desiderio della paziente, il chirurgo suggerisce il piano operatorio ideale per ricreare un seno tonico, proporzionato e modellato armonicamente nel profilo, nella dimensione e nella posizione dei capezzoli.

Nel caso di ptosi accentuata, l’intervento ideale è il lifting del seno, altrimenti chiamato mastopessi.

Il piano operatorio può inoltre includere l’impiego di protesi mammarie (come per la mastoplastica additiva) qualora, oltre al cedimento cutaneo sia evidente una sorta di svuotamento dei volumi, oppure il desiderio della paziente sia quello di sollevare il seno e, insieme, di renderlo più abbondante. In altri casi, l’obiettivo di rendere proporzionato il seno può prevedere invece la riduzione del suo volume, cosa che viene realizzata nel corso della mastopessi.

Durante la visita medica è fondamentale che vengano approfonditi anche questi argomenti:

  • cicatrici: devono essere chiare alla paziente candidata la forma, la lunghezza e la visibilità degli esiti cicatriziali
  • allattamento: deve essere chiaro che questo intervento ha una probabilità alta di influenzare negativamente la capacità di allattamento

Che cosa si può ottenere con la mastopessi

L’obiettivo principale del lifting del seno (mastopessi) è rendere più armonico, proporzionato, tonico e desiderabile l’aspetto del seno, attraverso il sollevamento chirurgico del complesso mammario.

L’intervento di mastopessi consente di ottenere alcuni risultati, mediante alcune variazioni nel piano operatorio, in particolare:

  • Solleva e rassoda il seno mantenendo il volume originario (lifting del seno)
  • Migliora la consistenza e la forma del seno riempiendo i volumi (mastopessi con protesi)
  • Solleva il seno, ne migliora il profilo e riduce il volume (mastopessi con mastoplastica riduttiva).

Questa procedura di chirurgia estetica mammaria – quando la candidata è adeguatamente selezionata – offre grandi soddisfazioni.

La procedura di lifting del seno (mastopessi)

L’intervento di mastopessi alla Pallaoro Medical Laser può essere eseguito in anestesia locale con sedazione profonda o in anestesia generale. Entrambe le procedure vengono eseguite da medici specialisti in anestesia con pluridecennale esperienza e con la più moderna tecnologia medica e farmacologica disponibile.

I tempi operatori variano secondo il tipo di lifting previsto, mediamente comunque si va dall’ora all’ore e mezza, nel caso in cui si preveda anche l’inserimento di protesi mammarie.

Le incisioni previste per il lifting del seno sono tre:

  • la prima segue il perimetro dell’areola, e viene praticata al fine di spostare il capezzolo in una posizione più adatta, più in alto rispetto al solco sottomammario. In questo momento può essere corretta anche la dimensione e la forma di areole troppo ampie o non regolari.
  • la seconda incisione corre verticalmente dal margine inferiore dell’areola al solco sottomammario
  • la terza è realizzata lungo il solco sottomammario e, con l’incisione verticale, serve per sollevare la struttura del seno, dare maggiore tono e migliorare il profilo.
mastopessi: incisioni e spostamento areola

Disegno del tessuto cutaneo da rimuove per sollevare il seno

mastopessi intervento

Riposizionamento del complesso areola – capezzolo in sede “normale”

suture dei lembi e cicatrici della mastopessi

Sutura dei lembi e formazione delle cicatrici

Attraverso queste incisioni viene eliminata una certa porzione di cute, secondo il rimodellamento previsto. Se la mastopessi viene realizzata non solo per sollevare il complesso mammario, ma anche per ridurne il volume, in questa fase il chirurgo rimuove anche parte del tessuto mammario adiposo e ghiandolare, fino ad ottenere la forma pianificata.

Nel caso in cui il piano operatorio preveda invece l’inserimento di protesi mammarie, queste vengono posizionate in genere dietro la ghiandola, per riempire e rassodare il seno svuotato.

Al termine di queste fasi, i tessuti vengono opportunamente suturati con punti interni ed esterni, in modo da allestire cicatrici sottili e piane.

Dopo la mastopessi – Post operatorio del lifting del seno

Siccome l’intervento di mastopessi interessa i tessuti superficiali e profondi del seno, è normale che nei giorni seguenti si verifichi un certo gonfiore, mentre il dolore si può tranquillamente sedare con gli antidolorifici prescritti al momento della dimissione. Dopo che i bendaggi e il reggiseno postchirurgico vengono rimossi, viene prescritto l’uso di un reggiseno contenitivo elastico, simile a quelli sportivi, fino a che il tessuto si normalizza. Nell’arco di una decina di giorni, vengono rimossi anche i punti di sutura (o le graffette).

Attività faticose, lavori pesanti e il sollevamento di pesi con le braccia vanno evitati fino a completa guarigione, perché questi possono causare gonfiore e aumentare la pressione sulle incisioni. In genere si può tornare al lavoro in capo ad una decina di giorni, e riprendere tutte le normali attività dopo un mese.

La sensibilità dei capezzoli può essere temporaneamente ridotta, e non sempre dopo è possibile allattare, visto che le incisioni possono recidere i dotti galattofori (questo dipende dalla tecnica di lifting impiegata e dal grado di sollevamento del seno necessario).

A guarigione avvenuta, il seno è migliorato nella forma, sia in visione frontale che di profilo; i capezzoli si trovano nella posizione corretta, contribuendo a dare un aspetto ringiovanito e tonico. Le sottili cicatrici che residuano, quindi, ricordano la forma di un’ancora, oppure una sorta di “T” rovesciata.

Le cicatrici del lifting del seno

L’intervento di mastopessi consiste nell’asportazione della pelle in eccesso secondo un preciso schema, lo spostamento dell’areola nella posizione programmata e valutata secondo specifici calcoli anatomici, e la conclusiva sutura per piani dei lembi.

Le cicatrici saranno posizionate nella piega mammaria, tra la piega mammaria e l’areola e attorno a quest’ultima. Normalmente queste sono sottili e soddisfano le aspettative della paziente ma qualora voglia ulteriormente migliorarne l’estetica, è possibile programmare la chirurgia a mosaico e/o peeling laser una volta trascorso un certo periodo di tempo.

La procedura di mastopessi comporta anche cicatrici interne che ovviamente non sono rilevanti dal punto di vista estetico.

mastopessi risultato

 I rischi e le complicanze della mastopessi

Come in ogni tipo di intervento chirurgico, anche per la mastopessi esiste un certo margine di rischio, generalmente connesso ad episodi di reazione avversa all’anestesia o infezioni. Può verificarsi inoltre un eccessivo sanguinamento e la difficoltà a recuperare pienamente la sensibilità cutanea, così come le cicatrici possono risultare evidenti. Una larga parte di queste complicanze è efficacemente prevenuta con le opportune indagini preoperatorie e con gli accorgimenti igienico-sanitari adeguati.

E’ molto importante informare adeguatamente la paziente ed esibire foto prima e dopo in sede di visita specialistica. Ciò allo scopo di evitare la formazione di aspettative non realistiche e conseguentemente il verificarsi della complicanza “risultato non soddisfacente”. La dismorfofobia legata al seno rilassato può causare stati di disagio e depressione dovuti a risultati soggettivamente insoddisfacenti.

Gli esiti estetici di questo intervento sono molto simili a quelli della mastoplastica riduttiva, alla quale viene paragonata anche a livello di complicanze postoperatorie. Vedi complicanze mastoplastica riduttiva.