La mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia estetica al seno che inserisce una protesi al silicone sotto il tessuto mammario. Questa è un corpo estraneo caratterizzato per essere inerte e cioè non suscitare alcuna reazione biochimica nel corpo. In altre parole la protesi mammaria è biocompatibile. Ma comunque dal punto di vista fisico la stessa non può non suscitare una reazione – naturale – del corpo.

Effettivamente la risposta del corpo umano a qualsiasi elemento proprio o artificiale è quella di costruirci attorno una “fodera”. Tutti gli organi sono infatti avvolti da una membrana che di volta in volta viene denominata diversamente (pleura = membrana polmoni, periostio = membrana ossa, pericardio = membrana cuore, ecc).

Nel processo di guarigione, il corpo di norma avvolge le protesi con un tessuto fibroso chiamato capsula, in quanto riconosce l’estraneità del materiale inserito. L’incapsulamento è un fenomeno normale e si verifica anche con altri tipi di protesi mediche, come le protesi articolari, i pacemaker e ossa artificiali.

In alcune pazienti tuttavia la capsula che si forma intorno all’impianto mammario diventa troppo rigida e contratta. Il fenomeno della contrazione capsulare si verifica a distanza di alcuni mesi dall’intervento e causa una forma eccessivamente rotonda del seno, che si presenta rigido e dolente. Questa complicanza non è molto comune, perché può essere prevenuta con particolari tipi di protesi testurizzate e con le manovre di automassaggio che la paziente deve praticare quando il seno è guarito.

Mastoplastica additiva: Contrazione capsulare (o contrattura capsulare)

La contrattura capsulare si misura secondo una scala di quattro stadi di gravità:

  • I grado : il seno è morbido e appare naturale
  • II grado : il seno al tatto è leggermente più sodo, ma la forma è normale
  • III grado : il seno è rigido e anche alla vista comincia a notarsi una forma distorta
  • IV grado : il seno è molto duro al tatto, a volte dolente e la forma innaturale è evidente

Per prevenire l’ incapsulamento della protesi la paziente dovrà manipolare il proprio seno seguendo l’ indicazioni del chirurgo in maniera tale da evitare una guarigione troppo passiva e una conseguente rigida formazione della capsula.

La cura per la contrattura capsulare post mastoplastica additiva nei casi moderati consiste in una manovra manuale chiamata “squeezing” che il chirurgo compie in pochi secondi per rompere l’involucro fibroso e risolvere la costrizione. Nei casi di contrattura evidente e dolente è necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere la capsula e riposizionare le protesi.